Asia / Grandi Viaggi

Irresistibile Hong Kong:
dim sum, shopping e Man Mo

Hong Kong è Cina e il leone britannico sventola soltanto nei ricordi. Ma nessun cambio politico cancella il fascino di questi picchi, delicato merletto di una delle baie più belle del mondo, capace di trasformare il passaggio in traghetto in una specie di crociera delle meraviglie.

 

DA EVITARE

Sempre più cinese e meno british, Hong Kong ha perso un po’ della gentilezza nei confronti dei visitatori. Farsene una ragione ed evitare discussioni: tanti i cinesi non parlano inglese. E quando ci si sposta da una parte all’altra della città è meglio avere l’indirizzo scritto in ideogrammi.

1937461_510338062398980_4942081544049724943_nE’ finita l’epoca dei grandi affari, degli acquisti a prezzi super stracciati. L’elettronica si compra con qualche convenienza, ma poi al rientro c’è da affrontare la dogana. Prudenza.

Siamo sempre alle solite: potete convincere un indiano che la pajata è buona? Bene. Qui mangiano il serpente, e non solo. Le carni dei rettili vengono utilizzate in cucina non solo perché piacciono, ma anche perché fanno bene: agli anziani per l’artrite, agli uomini per il vigore sessuale. Il sangue, invece, cura il sistema respiratorio. Allo Snake King Restaurant, 11 Lung Kong road, Kowloon, ma anche in moltissimi altri posti.

 

 

DA NON PERDERE

Resiste da sempre, fra i piaceri più belli e semplici di HK, il romantico e nostalgico attraversamento della baia. Salire sul ferry boat e godersi lo spettacolo, com’era e come è rimasto, fra lo skyline e il traffico di battelli.

Tutto lo shopping in un colpo solo? Grandi magazzini Yue Hwa, la Cina al dettaglio: ceramiche, sete, erbe, valige, mobili, souvenir, ombrelli e utensili da cucina. Dodici punti vendita, un’orgia del consumo. Alternative, più conosciute, il giapponese Soho e l’occidentale Lane Crawford.

Tra i luoghi dello spirito, non numerosi ma molti belli, il Man Mo spicca perimages bellezza e atmosfera. Annerito da fumi e incensi, è il tempio dove sono ospitati gli spiriti degli dei della letteratura e della guerra. Ma qui si celebrano i protettori di letterati e dipendenti pubblici, oltre che di poliziotti, antiquari e perfino di chi presta denaro.

In 48 ore si fanno due prove e l’abito per uomo su misura è pronto. Il taglio non è perfetto, i revers della giacca tendono ad essere piccoli, il risvolto dei pantaloni va chiesto con insistenza. In Nathan road, ma anche negli alberghi, abbondano le possibilità.

Lo Space Museum è interessante perché ospita rocce lunari e la capsula Mercury della Nasa, utilizzata nel 1962, ossia mezzo secolo fa. I bambini possono entrare dai tre anni.

Taglie forti? Allo Stanley market si trova tutto: tshirt, camicie, pantaloni, costumi e bermuda per chi viaggia con disinvoltura oltre i 100 chili. Evitare il fine settimana.

Eleganza raffinata e prezzi adeguati, sapiente uso di cachemire e piccoli capolavori perfino nelle scarpe. Shanghai Tang ha 5 negozi ad Hong Kong: legni e profumi, atmosfere da Shanghai Anni Cinquanta. Luoghi perfetti per <squagliare> le carte di credito.

Basta lasciarsi guidare dall’odore di pesce essiccato che si impenna dai negozi di Des Voeux per dare il via a una fantastica passeggiata cinese per i vicoli della vecchia HK. Poi si va a Ko Shing street, dove ci sono i grossisti di erbe medicinali, si passa a Connaught road fino al Western market e si gira a destra per Queen’s road west, trionfo dei negozi tradizionali con i nidi di rondine, cibo per minestre, e offerte di carta per i defunti.

Quel che resta di Aberdeen è comunque affascinante. La baia dove si viveva sulle case galleggianti è stata divorata dal cemento. Resiste qualche barca come monumento a quel che non c’è più, ma un giro è sempre interessante.

691_hong_kong_1176817864Il rito del <dim sum>, l’autentico pasto cantonese, è da provare. Consiste in più stuzzichini da dividere insieme agli amici e più si è più ci si diverte. Una sorta di tapas alla cinese ma serviti a tavola. Locali per provare sono Heichinrou, Yung Kee a Central, Wan Loong Court a Kowloon.

HK adora i bar e i locali dove bere qualcosa fra amici. Champagne bar è lo sfarzoso ritrovo del Gradn Hyatt, atmosfera da Parigi <Anni 20>, bancone circolare affollatissimo. L’MBar del Mandarin, arroccato al venticinquesimo piano dell’albergo, offre una vista spettacolare su Kowloon: è frequentato da una ricercata mondanità, ottimi aperitivi e gustose tapas. Cinguettii da decine di gabbie sulla terrazza del Dragon I, ai margini di Soho: sembra quasi di essere in campagna. Happy hour dalle 18 alle 21. Il V13, ancora a Soho, è fra le grandi attrazioni per gli appassionati di vodka: ne offre 80 tipi diversi.

Si ordinano la zuppa i noodles e viene consegnato una specie di cercapersone luminoso che lampeggia e vibra quando il piatto ordinato è pronto. Accade nella business class lounge della Cathay Pacific, formidabile anche nell’intrattenimento gastronomico dei passeggeri. Vasta scelta di pietanze, luogo divertente e di qualità.

DOVE VEDERE IL TRAMONTO

Da Victoria Peak si abbraccia con lo sguardo quel tratto di mare fra i più affascinanti del mondo, che separa l’isola di HK dalla penisola di Kowloon. C’è un momento, quando il sole scende e si cominciano ad accendere le luci dei grattacieli, che questo posto sembra davvero magico, sospeso tra bellezza della natura e sfarzose opere dell’uomo. Prevedere lunga sosta e molte foto.

DOVE ANDARE A BALLAREprive_4anni_17_20110817_1691255633

Quella del Dragon-I è la notte più seducente ed eccitante di Hong Kong. Insieme al Drop e al Club 97 che resiste da quasi 30 anni. Anche il Likuid, più popolare, è sempre affollato. L’Home, a Hollywood road, è fra gli ultimi a chiudere, anche ad alba avanzata. Va molto anche il Pi, Windham street, Central.

TOP

ALBERGO

Il Peninsula resta il grande faro dell’ospitalità, con la sua flottiglia di Rolls Royce pronte a scattare per ogni desiderio degli ospiti. Memorabile anche il tè del pomeriggio, con sottofondo di arpa fra i tintinnii di argento. Ma l’atmosfera non è mai fastidiosamente ricercata. Merito dell’Asia.

RISTORANTE

Lung King Heen è l’unico ristorante cinese che sia riuscito a conquistare le tre stelle Michelin. E’ al quarto piano del Four Season’s: vista spettacolare e cucina cantonese con particolare attenzione al pesce e ai dim sum.

SPA

La Chuan Spa è il luogo dove <rigenerarsi>, dove il benvenuto è un <viaggio nell’acqua>, il <tribathing> capace di calmare e rinvigorire, per stimolare tutti i sensi. Esperienza unica, tutte le scelte sono personalizzate. www.chuanspa.com.hk

 

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