Il Reportage

Abu Dhabi e Dubai,
le gemelle rivali

Le città gemelle sbocciate dal deserto vivono una sana competizione. Fatta di denaro e tecnologia, servizi e adesso anche cultura. Dubai e Abu Dhabi sono capaci di stupire, non soltanto per quel che propongono, ma anche per come lo fanno. Hanno trasformato in parchi naturali ampie zone dove le dune si rincorrono, ma arano quelle stesse dune con la ferocia di jeep 4×4, che di certo bene alla natura non fanno. Ma è un modo di consentire a tutti l’uso del deserto, che altrimenti resterebbe lì, forse intatto, ma anche, forse, inutile, di certo incapace di offrire quella gioia di cui tutti i visitatori godono affrontando quelle montagne russe sulla sabbia.

Dubai e Abu Dhabi sono realtà lontane da noi, molto ospitali con i visitatori, difficilissime da vivere per chi lì cerca lavoro e fortuna. Sembrano un enorme e semplice luna park per turisti, sono invece spezzoni di un mondo da osservare con attenzione, dove quel che appare nasconde sempre altro. Bisogna saper guardare in controluce, se si vuole provare a capire.

Altrimenti si va in vacanza e ci si diverte. Non c’è cosa che non si possa fare: lanciarsi col paracadute, immergersi, avventurarsi nel deserto, in cima ai grattacieli, giocare con i delfini, andare a caccia con i falchi, osservare il più grande acquario del mondo dall’interno di un centro commerciale e sciare dentro un altro shopping mall, assaggiare piatti di ogni continente. Lo dicevamo, veri luna park, dove si può scegliere se alloggiare nel dinamico centro città o in splendidi resort in riva al mare. Ma, per chi lo desideri, ci sono anche attrezzati percorsi culturali. Abu Dhabi ha inaugurato un suo Louvre, più che per le opere esposte, interessante per la realizzazione architettonica del francese Jean Nouvel, un’elegante medina araba affacciata sul mare sotto una cupola argentata. Colpisce un’altra bellissima realizzazione, la Grande Conchiglia, una moneta messa per dritto, edificio a forma lenticolare che troneggia sulla strada all’ingresso della città e ospita gli uffici della più grande società di sviluppo immobiliare di Abu Dhabi. Qui, come a Dubai, tutto sembra legato da invisibili ma concretissimi fili di parentela che collegano imprese e famiglie.

Ma quel che da sola varrebbe il viaggio è la Grande Moschea  Sheikh Zayed, una delle più grandi del mondo, capace di accogliere oltre 40 mila fedeli. Una dimostrazione di potenza religiosa, di raffinata eleganza architettonica confusa, a volte, con il piacere delle esagerazioni, tipico di queste latitudini. Una San Pietro musulmana, candida e brillante di specchi d’acqua, sfavillante di marmi bianchi e oro, che splendono al sole e di notte diventano spettacolo incredibile, grazie a un portentoso impianto di illuminazione. Cinque ore di aereo e si è la, con due diverse compagnie – Emirates di Dubai ed Etihad di Abu Dhabi – che collegano due città ad appena un’ora e mezzo di macchina. Un terzo aeroporto è in costruzione, più o meno a metà strada. Servirà per l’Expo del 2020. Potenza del denaro.