ARGENTINA / Mendoza

Il brindisi dei gauchos
abbracciati dalle Ande

I gauchos abitano qui. Non è la pampa sconfinata di un’antica pubblicità “dove le pistole dettano legge”, ma è l’Argentina bella e lontana, isolata e tranquilla, rude e selvaggia, quella che profuma di natura e semplicità. Oltre che di vino. La botte del Sud America è tra questi filari dove nasce un rosso che strega: si chiama Malbec, vitigno dal gusto nobile e potente, perfetto per la carne saporita e super-rossa che si mangia su queste tavole. <Mio marito? Se non spazza via la bistecca dal piatto dice che non ha mangiato>. E’ il mantra di ogni donna che vive intorno a Mendoza e sa apprezzare la “carne madura”, quarti invecchiati con il sale per far acquistare il giusto sapore e quella che noi chiameremmo “frullatura”. Anche le ragazze più eleganti, gentili, delicate si trasformano in voraci carnivore di fronte a questi tagli: e non si scompongono affatto se per assaporare il poco che resta intorno all’osso devono addentarlo con ferocia. Lo azzannano senza timidezze. <Te gusta?>.

Si nasce audaci in questa porzione di Argentina, coraggiosi si diventa, a forza di conquistare gli spazi nel nulla che si spalanca come un invitante castello senza torri né mura. E’ il fascino dello sguardo che si perde senza potersi fermare su alcun confine visivo, prima di lasciarsi abbracciare dalla prepotente presenza delle Ande. L’uomo è piccola cosa da queste parti, ma ha imparato a gioire delle meraviglie che lo circondano. Sole, profumi, animali, lealtà. E il vino. Che per alcuni è diventato un business. Sono arrivati gli americani, naturalmente, a trasformare le emozioni in dollari. E un italiano ci ha messo la sua arte e il suo estro. Lorenzo Scagnetti è nato nel quartiere romano di Prati, laureato in agraria, enologo, ha lavorato con Antinori, Frescobaldi, in Australia, ha conosciuto la moglie in California, adesso è ubriaco di felicità in una terra pazzesca, un posto chiamato The Vines, infinite distese di vigne e in mezzo un resort affiliato ai Leading Hotel of the world. Non si fa il bagno nel mosto – volendo si potrebbe pure – ma si dorme nel silenzio irreale della Uco Valley, in ville con camino e smart tv, le volpi a passeggio fuori dalla porta, le Ande a due passi. E si mangia e si beve. <Il Malbec? – insiste Lorenzo – è sexy, color violaceo, può competere con gli altri grandi del mondo>.

L’idea di creare The Vines è stata di un americano, Michael Evans, potente tessitore di marketing politico con Bill Clinton: nel 2005 comprò 250 ettari che ora sono diventati 670. Li offre a chi vuole investire, 100 mila dollari almeno, per diventare proprietario dell’uva prodotta e, dunque, del vino che verrà ricavato. Chi investe di più, almeno mezzo milione di dollari, può costruirsi una residenza. <Il business – confessa Sagnetti – è dato più dal vino che dal resort, ma abbiamo anche un ristorante pazzesco>. Si chiama “Siete Fuegos”, creatura di Francis Mallmann, genio dei fornelli e regista di un mix di cucina dei gauchos e dei primi migranti europei: le costolette, per avere un’idea, vanno a cottura lenta, 9 ore, memoria di una stagione in cui il tempo non era un bene prezioso. Mangiare all’aperto, con le Ande sullo sfondo, i falò, i sapori rustici e raffinati, è una grande emozione. Che non si dimentica. Come la cena. Soprattutto se si beve troppo Malbec.

<Per lavoro vendo l’Argentina – confessa Claudio Neri, direttore commerciale per l’Italia di Aerolineas Argentinas – ma mi sono innamorato di questo paese. E’ unico, regala emozioni rare: Patagonia, Ushuaia, Salta, la capitale. Provare per credere, non si smette di tornare>. Sarà anche per questo che ormai gli aerei sono pieni, nuovi e più confortevoli del recente passato, voli quotidiani, un enorme successo. Un successo da ascrivere anche a Bergoglio? <Non credo – sostiene un uomo d’affari di Buenos Aires – l’Argentina ha meriti più grandi di questo papa>. Così si torna a parlare del Malbec e del trionfo del vino. Cantine affermate, qui le chiamano Bodegas (Toneles, Norton, di proprietà della famiglia austriaca Swaroski, quella dei cristalli) sono asset importanti e il turismo del vino è già una certezza: ogni anno si celebra la “Fiesta Nacional de la Vendimia” che porta a Mendoza decine di migliaia di persone. Alcuni si affacciano al The Vines. E si innamorano.

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